Qualche settimana fa, ho incontrato una ragazza che stava per iniziare la sua prima vera esperienza lavorativa a 35 anni. Parlando con lei, è venuto fuori che aveva conseguito 3 lauree, 2 master e frequentato diversi corsi di formazione, svolgendo piccoli lavori saltuari per pagarsi gli studi. La cosa è più sorprendente è stata la sua spontanea ammissione di aver rifiutato in precedenza più di una buona offerta di lavoro perché non si sentiva abbastanza pronta e preparata. Così le ho fatto una semplice domanda: “Sai cos’è la Sindrome dell’Impostore?”

Cos’è la Sindrome dell’impostore

La Sindrome dell’impostore è un fenomeno psicologico per cui le persone non si sentono mai abbastanza preparate e capaci per fare qualcosa e vivono i loro successi come dovuti alla fortuna o alla sopravvalutazione da parte degli altri.

Quando chi soffre di questa sindrome raggiunge un obiettivo importante, tende a sminuire l’obiettivo stesso e, cosa ancora peggiore, sminuisce se stesso. Di fronte ad un successo ottenuto, continua a ripetere: “Mi è andata proprio bene! Ho avuto una gran botta di fortuna!” oppure: “Non me lo merito proprio. C’è chi è più bravo di me” o ancora: “Se solo sapessero che in realtà non ho fatto niente per arrivare qui”.

L’aspetto ironico di tutto questo è che a soffrirne sono spesso le persone davvero in gamba, che lavorano sodo e ottengono ottimi risultati, ma che purtroppo sono incapaci di riconoscere i propri meriti.

Da dove deriva e come si manifesta

Viene facile pensare che un atteggiamento mentale del genere derivi da una bassa autostima, in realtà non è sempre così. Nell’insorgere di questa Sindrome gioca un ruolo importante un senso di umiltà spesso portato all’estremo. Essere umili e consapevoli che c’è sempre qualcosa da imparare è una virtù rara oggigiorno, ma è fondamentale rendersi conto che spesso ciò che non si sa sono dettagli rispetto al quadro generale che invece si conosce benissimo.

Se l’umiltà è un approccio alla vita sano che ci spinge a migliorarci ogni giorno, diventare troppo umili porta di fatto ad essere insicuri e a non sentirti mai all’altezza delle situazioni.

 


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A soffrire maggiormente di questo fenomeno psicologico sono le persone che tendono ad essere molto critiche con loro stesse, vuoi per l’educazione ricevuta o per un spiccato senso del dovere.

La Sindrome dell’Impostore si presenta come un mix di paura del giudizio e dell’apparire incompetenti e di senso di colpa per i traguardi e i successi raggiunti che vengono vissuti come immeritati.

Chi ne soffre mette in atto una serie di comportamenti volti a tenere nascosta o a colmare la sua reale incapacità: perfezionismo, controllo maniacale del proprio lavoro, lettura compulsiva di decine di libri sullo stesso argomento, frequentare corsi su corsi, fino al rifiutare riconoscimenti, premi e opportunità di carriera.

Si crea così un circolo vizioso: la persona sente di non meritare complimenti e riconoscimenti e, per non farsi scoprire, aumenta il controllo e il perfezionismo al lavoro (o in altre attività), alzando così di molto gli obiettivi e gli standard da raggiungere fino a renderli irraggiungibili: l’enorme sforzo per raggiungerli, lo farà sentire in ansia, frustrato e incapace e questo aumenterà la sua percezione di non essere all’altezza e di non meritare il successo.

Come prevenirla o contrastarla

La diffusione di questa sindrome lascia pensare che sia la stessa società ipercompetitiva in cui viviamo a farci sentire inadeguati, in realtà tutto dipende dai flussi di pensieri nella nostra testa.

Per evitare o superare la Sindrome dell’Impostore è infatti necessario innanzitutto non cadere nella trappola del confronto con gli altri. Ammirare qualcuno come modello da seguire e fonte di ispirazione, specie nel lavoro, va benissimo perché ci spinge a migliorarci, ma il rischio sta nel giudicare sé stessi in base agli stessi parametri che si usano per giudicare gli altri.

Quando valutiamo noi stessi tendiamo ad essere molto intransigenti e a vedere solo le imperfezioni, mente il giudizio verso gli altri è sempre più blando e dato sulla base di impressioni che non sempre rispecchiano la realtà. Consideriamo le persone intorno a noi capaci di ottenere il successo che meritano, mentre noi ci sentiamo impostori, ma solo perché non riusciamo ad immaginare gli altri come imperfetti anch’essi sotto lo splendido aspetto esteriore che presentano.

Il problema è che conosciamo noi stessi dall’interno, conosciamo le nostre ansie, paure, dubbi e stupide convinzioni, mentre degli altri consociamo solo quello che mostrano e che ci dicono.

Anche tu sei affetto dalla Sindrome dell’impostore?

Pensare di essere inadeguati, impreparati o non all’altezza è uno schema di pensieri negativi che il cervello mette in atto con lo scopo nobile di evitarci delle sofferenze, ma che, in realtà, crea delle convinzioni limitanti che non ci permettono di realizzare i nostri sogni. Ecco qualche consiglio pratico per riuscire a valutare il tuo vero potenziale:

  1. Scrivi i tuoi pensieri limitanti: quando ti trovi in una situazione che pensi di non meritare, scrivi esattamente quello che pensi e come ti stai giudicando. Mettere i pensieri nero su bianco ti aiuta ad analizzarli e a smontarli.
  2. Fai un elenco dei tuoi punti di forza: per una volta, non pensare ai tuoi difetti ma concentrati sugli aspetti positivi di te come persona e come professionista. Se ti trovi in difficoltà, chiedi ad un collega di farti un elenco sincero delle tue qualità.
  3. Impara ad accettare i complimenti: specie quando vengono da qualcuno che ti conosce sul lavoro e non nella vita privata. I complimenti sul lavoro sono una forma di riconoscimento delle tue competenze e capacità.
  4. Intraprendi un percorso con un consulente professionale: se hai intenzione di cambiare lavoro ma hai paura perché non sai come muoverti o perché pensi di non riuscire a trovare nulla, iniziare un percorso di valutazione delle tue competenze e di orientamento professionale può cambiarti la vita. Vedere te stesso da un’altra prospettiva ed imparare a valutarti nel modo giusto ti farà scoprire nuove opportunità per la tua carriera, ti insegnerà come concentrarti sul tuo potenziale e non sulle differenze con gli altri.
  5. Dài il giusto ruolo alla fortuna: la fortuna (o comunque la si voglia chiamare) esiste e può contribuire ai tuoi successi, ma sempre in piccola parte. Quando pensi che sia stato tutto dovuto al caso, fermati a pensare all’impegno che ci hai messo per raggiungere il risultato ottenuto. Forse non tutto dipende da te, ma tutto comincia da te.

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