Il termine BLOG significa letteralmente “diario in rete”. La parola nasce dalla contrazione del termine web-log e sta a indicare un particolare tipo di sito web in cui la home page non è una pagina statica (come nei siti web tradizionali) ma è formata da una serie di contenuti (post) disposti in ordine anti-cronologico, dunque dal più recente al più vecchio. Com’è nato questo fenomeno? E che portata ha, in termini di comunicazione, oggi?

Nascita ed evoluzione del Blog

Il fenomeno del blog prende piede in America già nel 1997 mentre in Italia bisognerà aspettare il 2001 perché diventi di moda. In questo stesso anno, infatti, vediamo spuntare tutta una serie di servizi gratuiti per la gestione di un blog: non solo wordpress.com ma anche AlterVista, MySpace e Blogger, per citare i più conosciuti.

Tra il 2002 e il 2007 il blog ha un vero e proprio boom. Secondo una ricerca dell’Online Journalism Review, nel 2010 esistevano più di settanta milioni di blog attivi in tutto il mondo, di cui quattrocentomila erano italiani. Oggi se ne contano circa 440 milioni sommando tutti quelli editati con le maggiori piattaforme.

La portata comunicativa del blog

Il primo blog vide la luce nel lontano 1997 e fu pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno da Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia che voleva condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby. Tuttavia il New York Times ha incoronato come primo blogger della storia Justin Hall, uno studente dello Swarthmore College che, a quanto pare già nel 1994, diede vita a links.net una pagina nata dalla stessa idea di condivisione di link e indirizzi utili su un tema specifico. Era così che si presentavano i primi blog: un’interminabile lista di appunti e risorse.
All’epoca, infatti, non esistevano ancora i motori di ricerca quindi l’accesso a queste informazioni, il poter consultare queste liste, rappresentava una risorsa estremante importante per i primi navigatori del web.
Arriviamo al 1998, più precisamente in ottobre, quando il blog subisce la sua prima evoluzione verso la forma che conosciamo anche oggi. Spunta fuori Open Diary, una vera e propria comunity online in cui è possibile scambiarsi commenti. Lo spazio personale diventa spazio di confronto orizzontale; l’interazione fra gli utenti è il primo step di quella rivoluzione comunicativa che vedrà la luce negli anni a venire.

L’inizio della rivoluzione

Il blog subisce una radicale trasformazione all’inizio del XXI secolo: da interminabili elenchi di link e risorse si passa a quelle che sono oggi le vesti più comuni di questo strumento. Nel 2000 Adam Kontras, pubblica sul suo blog un video e un testo per la sua famiglia; l’intento era di aggiornarli su ciò che stava facendo lontano da casa; qualche mese dopo, in Australia, Adrian Miles realizza il primo videoblog.

Nel 2001 inizia la vera e propria rivoluzione tecnologica e comunicativa del linguaggio di costume. Nascono i blog come li conosciamo ora; veri e propri diari personali, spazi in cui condividere tutorial, video o immagini.
Già nel 2002 il Newsweek predisse un nuovo ruolo per i blog, visti come uno strumento che avrebbe soppiantato i media tradizionali. Oggi sappiamo che non aveva affatto torto. All’epoca lo immaginò anche Google che nel 2003 partorisce Google AdSense. Ora i contenuti sono accompagnati dalle inserzioni pubblicitarie e diventa possibile la loro monetizzaizone. Da qui prende piede l’equazione azienda-influencer che vede nel 2007 l’11% dei blogger guadagnare dai propri scritti.

I 3 tipi di blog

Solo 3 tipi? In effetti classificare un blog non è un’operazione semplice. La sua natura rende complicata una divisione rigida in categorie definite. Il blog è per sua natura una raccolta di testi che possono diversificarsi per forma e stile in maniera molto netta. Un buon blogger sa, tuttavia, che uniformare i contenuti per forma stile e tematiche trattate è una pratica necessaria per le odierne logiche di coinvolgimento degli utenti e visibilità sui motori di ricerca.

Una suddivisione molto semplificata (ma estremamente attendibile) vede il blog dividersi in 3 categorie:

  1. blog diario
  2. blog tematico (inclusi quelli giornalistici)
  3. blog letterario

Diario

L’autore racconta il proprio quotidiano: cosa fa, cosa pensa, cosa desidera etc. Immancabili i commenti da parte dei lettori. Condividere è il postulato di partenza e interagire diventa obbligatorio.

Tematico

Sono i blog dedicati a un argomento specifico. Rientrano in questa categoria anche i blog giornalistici che tuttavia non sono delle vere e proprio “testate”. Ricordiamo, infatti, che una testata giornalistica è riconosciuta e registrata presso un tribunale e svolge professionalmente l’attività di divulgazione di informazioni presso il pubblico. Ha delle responsabilità civili e penali riguardo le notizie pubblicate (la libertà di stampa, il diritto alla privacy e la divulgazione di fatti ed atti fasulli) ed è passibile al sequestro eseguito dall’autorità giudiziaria in violazioni di tali norme.
Per la legge italiana, invece, un blog (anche di stampo giornalistico) non fa informazione; piuttosto contribuisce a creare un pensiero critico tra i suoi lettori i quali tendono a influenzarsi a vicenda con le proprie idee.

Particolarmente in voga (soprattutto agli inizi) i blog tematici sul makeup cinema, cucina e viaggi, che hanno reso famose persone comuni.

Letterario

Genericamente i post di tali blog sono caratterizzati da un lessico letterario che si manifesta in quantità maggiori rispetto a quello utilizzato in altri contesti. In questa categoria possiamo annoverare anche le fan fiction, ossia blog dedicati ai romanzi, ai cartoni animati, ai telefilm e ai film

Il blog oggi: la comunicazione aziendale e la notorietà del brand

L’evoluzione del blog nel corso degli anni si è portata dietro una rivoluzione prima di tutto comunicativa. La nascita dei social network ha moltiplicato l’eco di questo fenomeno rendendo ancora più facile la condivisione di pensieri e parole. A livello comunicativo e la portata di questo fenomeno è enorme. Il blog, da veicolo per condividere pensieri, idee e hobby del tutto personali è diventato uno strumento importantissimo anche nella sfera lavorativa. Aziende e liberi professionisti non possono fare a meno di questo strumento per comunicare all’esterno chi sono, cosa fanno e perché. La nascita dei motori di ricerca ha contribuito tantissimo a dare slancio a questo strumento dato che un blog aziendale contribuisce in maniera significativa al posizionamento del sito stesso dando maggiore visibilità all’azienda.

Vantaggi del blog aziendale

Spesso molte aziende sottovalutano questo strumento. La maggior parte, infatti, non ha un blog aziendale oppure, se ce l’ha, lo trascura aggiornandolo sporadicamente e non sfruttando al meglio tutte le sue potenzialità.

Il blog è una sezione del sito aziendale (composto per lo più da pagine statiche) e permette una comunicazione più informale rispetto a quella adottata nel resto del sito. Contribuisce ad avvicinare i clienti poiché l’asse della comunicazione è spostata verso il basso: tono di voce, argomenti trattati, lessico e sintassi sono più semplici e immediati. Tutto ciò contribuisce al maggior coinvolgimento del lettore e di conseguenza, alla sua conversione in cliente.

Un blog aziendale contribuisce anche a ispirare fiducia. Una delle principali difficoltà che un’azienda riscontra è quella di far emergere la propria professionalità. È facile mettere in vetrina i propri servizi/prodotti, molto più difficile dare la stessa visibilità alle proprie competenze o comunicare il livello di qualità di ciò che si offre. Attraverso il blog aziendale l’azienda non solo ha la possibilità di farsi conoscere meglio ma ha anche la possibilità di interagire in maniera più diretta con i propri clienti. Ci sono due modi per falro:

  1. commenti ai post: rispondere ai commenti dei lettori instaura un contatto diretto con il cliente. Si azzera la distanza tra produttore/consumatore. Il cliente è parte integrante del processo comunicativo: viene ascoltato e preso in considerazione, due importantissimi pilastri del customer care.
  2. dare valore: la creazione di articoli informativi, tutorial o post che rispondano direttamente alle domande più frequenti dei consumatori contribuisci a creare fiducia nel cliente. Fiducia nelle competenze dell’azienda e nella sua affidabilità. Inoltre è un ottimo modo per fidelizzare clienti già acquisiti che saranno più propensi a cercare informazioni o risposte a nuovi bisogni all’interno del blog dell’azienda che hanno già “sperimentato” come clienti.

Vantaggi del blog per i liberi professionisti

Un libero professionista è semplicemente un’azienda composta da una sola persona. Tutte le logiche di fidelizzazione del cliente, notorietà del brand (in questo caso il singolo freelance), posizionamento e affidabilità prima descritte per un’azienda valgono anche nel caso dei liberi professionisti.

Un blog nel caso dei freelance è estremamente importante anche per mettere in moto tutte quelle tecniche di acquisizione clienti (lead generation) che sono la linfa vitale del lavoro del libero professionista.

Aziende e freelance devono tener presente che, al di là dell’interazione con i clienti, è sempre bene considerare anche l’interazione con i motori di ricerca. Un blog ben fatto, infatti, contribuisce alla visibilità del sito aziendale solo se gli articoli sono scritti in ottica SEO e rispondono a tutte le logiche di ottimizzazione e indicizzazione che la scrittura per il web comporta.

Se vuoi saperne di più vai al corso Scrivere per il web.